Louis Magro
pittore
Louis Magro, nome d’arte di Pier Luigi Magro, è nato nel 1958 ad Abano Terme (Padova) . Ha frequentato e si è diplomato al liceo artistico Camerini Rossi di Padova; ha conseguito il Diploma Liceo Galileo Ferraris in Grafica e Fotografia Digitale; ha frequentato un corso biennale di incisione su lastra, puntasecca, acquaforte, ecc.; infine ha frequentato il triennio I.U.A.V. in Tecnologie del restauro.
Le sue passioni, oltre alla pittura, sono la fumettistica, la fotografia e le escursioni sulle nostre montagne.
Fin da piccolo sentiva dentro di se il bisogno di comunicare le proprie emozioni attraverso la pittura e la scultura che metteva in pratica nel laboratorio di marmo del padre già all’età di sei anni.
Col passare degli anni questa coscienza delle cose lo vedeva cimentarsi sempre con nuove esperienze, mai completamente soddisfatto del suo lavoro. La ricerca continua di nuovi stili, lo ha portato a non volersi proporre al mondo esterno, fino ad oggi.
La rinascita interiore che lo ha portato ad estrinsecare il suo mondo interiore, ha fatto nascere il Movimento Marmista ( MARMISMO), legato strettamente alla sua attività passata ed al suo bisogno di nuovo.
Formazione
FORMAZIONE– MARMISMO
La formazione del MARMISMO si fonda su un percorso artistico e tecnico che unisce tradizione artigiana, ricerca pittorica contemporanea e una visione filosofica centrata sulla materia.
Il movimento nasce dall’esperienza diretta nella lavorazione del marmo e dalla volontà di trasporre sulla tela la memoria, la forza e la spiritualità della pietra.
Principi Formativi
- Studio della materia lapidea: analisi delle venature, delle cromie naturali e dei processi di sedimentazione che caratterizzano il marmo e le pietre ornamentali.
- Ricerca sulla stratificazione pittorica: sviluppo di tecniche che riproducono sulla tela i processi geologici, attraverso sovrapposizioni, abrasioni, velature e interventi materici.
- Approfondimento delle tecniche miste: integrazione di pigmenti, terre, leganti e materiali naturali per ottenere superfici vive, dinamiche e profondamente materiche.
- Studio della luce sulla materia: osservazione dei riflessi, delle trasparenze e delle opacità tipiche del marmo, tradotte in un linguaggio pittorico personale.
- Formazione estetico filosofica: esplorazione dei concetti di permanenza, trasformazione, erosione e rinascita, cardini della poetica marmista.
Origini della Formazione
Il MARMISMO trae origine da un percorso pluridecennale nella lavorazione del marmo e della pietra, dove l’esperienza artigiana diventa fondamento tecnico e simbolico.
La pratica pittorica si sviluppa come naturale evoluzione di questa conoscenza, trasformando la materia solida in gesto, colore e visione.
Obiettivi Formativi del Movimento
- Restituire alla pittura la dignità della materia.
- Creare un linguaggio visivo che unisca tradizione e contemporaneità.
- Trasformare la tela in un luogo di memoria geologica e spirituale.
- Offrire un percorso artistico che valorizzi la connessione tra uomo, natura e tempo.
Tematiche
TEMATICHE UFFICIALI DEL MARMISMO
Il MARMISMO affronta un insieme di tematiche che uniscono materia, tempo, identità e natura. Ogni opera diventa un luogo di riflessione, un frammento di memoria geologica e umana, un dialogo tra ciò che permane e ciò che si trasforma. Le tematiche del movimento si articolano in nuclei concettuali che definiscono la sua poetica e la sua visione.
1. La Memoria della Materia
Il MARMISMO esplora la materia come archivio vivente.
Il marmo, con le sue venature e stratificazioni, diventa simbolo della memoria del mondo:
- memoria geologica, sedimentata nel tempo;
- memoria culturale, legata alla tradizione artigiana;
- memoria personale, che l’artista trasforma in gesto pittorico.
La tela diventa così un luogo di conservazione e rivelazione.
2. Il Tempo come Forza Creatrice
Il movimento indaga il tempo non come semplice successione cronologica, ma come energia che modella, erode, scolpisce e rigenera.
Le opere marmiste evocano:
- la lentezza dei processi naturali;
- la trasformazione continua della materia;
- la tensione tra permanenza e impermanenza.
Il tempo è protagonista, non sfondo.
3. La Natura Minerale come Linguaggio
Il MARMISMO considera la natura minerale un linguaggio universale.
Le venature, le fratture, le cromie naturali diventano alfabeti visivi che l’artista interpreta e re immagina.
Le tematiche includono:
- la bellezza intrinseca della pietra;
- la sua spiritualità silenziosa;
- il rapporto tra natura e creazione artistica.
La pietra non è imitata: è evocata.
4. L’Identità come Stratificazione
Il movimento affronta il tema dell’identità come processo stratificato, complesso, in continua evoluzione.
Ogni opera riflette:
- la costruzione dell’io attraverso esperienze sovrapposte;
- la presenza di ciò che è visibile e di ciò che resta nascosto;
- la dualità tra superficie e profondità.
L’identità è un marmo interiore.
5. La Luce come Rivelazione
La luce è una tematica centrale del MARMISMO.
Non è semplice illuminazione, ma forza che rivela, scolpisce e trasforma.
Le opere indagano:
- la luce che scorre sulle superfici;
- la luce che penetra le trasparenze;
- la luce che genera movimento nella materia.
La luce diventa un atto di verità.
6. La Spiritualità della Materia
Il MARMISMO riconosce nella materia una dimensione spirituale.
La pietra, simbolo di stabilità e sacralità, diventa ponte tra l’umano e il trascendente.
Le tematiche spirituali includono:
- il rapporto tra corpo e natura;
- la ricerca di un ordine superiore;
- la contemplazione come forma di conoscenza.
La materia diventa meditazione.
7. L’Armonia tra Uomo e Ambiente
Il movimento affronta il tema dell’equilibrio tra essere umano e ambiente naturale.
La pietra, elemento primordiale, ricorda la necessità di un rapporto rispettoso e consapevole con la Terra.
Le opere suggeriscono:
- un ritorno all’essenziale;
- una visione ecologica e armonica;
- la responsabilità dell’uomo verso ciò che è antico e fragile.
Il MARMISMO è anche un’etica.
8. La Trasformazione come Destino
Ogni opera marmista racconta un processo di trasformazione.
La materia cambia, si evolve, si rigenera.
L’artista accompagna questo processo, lo interpreta e lo rende visibile.
Le tematiche includono:
- metamorfosi;
- rinascita;
- ciclicità.
La trasformazione è la legge fondamentale del movimento.
Conclusione
Le tematiche del MARMISMO definiscono un movimento che unisce arte, natura, filosofia e memoria.
Ogni opera è un ponte tra la solidità del marmo e la fluidità del gesto pittorico, tra la storia della Terra e la storia dell’uomo, tra ciò che è eterno e ciò che è fragile.
Tecniche
La principale difficoltà è di reperire la pietra che possa dare o trasmettere la luce o il volume dell’oggetto che si nasconde all'interno della venatura.
Ognuno di noi, quando osserva un oggetto, gli attribuisce un colore, un volume, una figura ed un valore.
Allora, ecco, che si può asserire che qualsiasi cosa che la natura ci offre, sta a noi saperla valorizzare, in modo da darle il valore che il tempo ha impiegato a costruire l’oggetto che noi vediamo.
Bibliografia
Stralcio della presentazione “DALL’ASTRAZIONEGEOMETRICA ALLA MATERIA” presentata a Treviso nel museo “Casa dei CARRARESI” (8 gennaio 2011).
Louis Magro, propone con le sue opere un’interessante rivisitazione del mondo, giocando con forme e segmenti di vita reale.
Come per magia, o ripercussione del passato, Louis Magro, propone dal punto divista teorico il “Manifesto Marmista”, come alternativa ad un presente dinamico e sfuggente per poterlo contemplare.
Il 20 febbraio 1909, apparve il “Manifesto Futurista” per opera di Filippo Tommaso Marinetti, pubblicato sul giornale “Le Figaro”. Il Manifesto di Marinetti elencava un punto, che, a mio avviso, Magro contesta, proponendo favorevolmente l’attimo “stabilizzato come una diapositiva”.
F. T. Marinetti: “Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! [...] poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente”.
La velocità del nostro artista si ferma come per incantesimo, i suoi soggetti rappresentati, appaio alla nostra fruizione, immobili e solenni, “statuari”.
“La statuaria” assume una funzione importante per ricercare il linguaggio compositivo dell’artista, nel quale, lo stesso, pone attenzione anche alle arti applicate minori (il mosaico, il collage, etc.), creando degli eleganti assemblage, con il delicato compito di creare un “diario di ricordi e di cronaca”.
100 anni dopo il Futurismo, il “Movimento Marmista”, come alternativa alla tradizione solamente pittorica perpetrata dagli artisti del passato. Questa volontà primaria di comporre ad imitatio della pietra, fa si che vadano cancellati precetti “bidimensionali” a favore della “tridimensionalità”.
La poetica in Louis Magro, risulta essere complessa, eclettica, per intenti compositivi quasi “minimal-barocca”, volendo con questo termine indicare: gli stacchi di generi pittorici appartenuti ad epoche diverse e compromessi, in bilico ad una società presente fagocitata e tormentata dall’arrivismo.
Cosi, sia la natura, sia il creato, vengono sapientemente rappresentati dal nostro artista, quasi con un fine propiziatorio e fortemente spirituale. Così, al Superuomo di Gabriele D’Annunzio, aperto all’estetica dei Futuristi, trova il posto Dio Padre, con tutto il suo creato e la “semplicità” di esso.
Così La cena in Emmaus (1602) di Caravaggio, viene rivisitata da Magro in una chiave contemporanea, stilizzando le figure al massimo, quasi con l’intento di voler aprire i corpi, illuminandoli dall’interno. Evviva il petrolio, è un eccellente esempio di come, forme di inquinamento prodotte dall’uomo distruggono i posteri dell’Arca di Noè; Le opere di Louis Magro, sono da considerarsi come “Tavole dei Comandamenti”, ragguagli sui comportamenti corretti e su quelli scorretti. La tradizione biblica dell’Antico Testamento, non vuole infatti che esse siano state incise dalla mano di Dio sulla “pietra”?
La tavolozza dei colori, contengono la materia e il corpo di Jackson Pollok; mentre le congiunture delle campiture, sembrano appartenere all’eccellente tradizione delle “vetrate medievali”, la quale, da sempre, trasporta un certo ascetismo sulla meditazione dell’uomo fruitore.
dott. GABRIELE ROMEO
